Comunicati stampa Ateneo

Introduzione alla lettura dell’Enciclica LAUDATO SI‘

 

 

Data: 03/12/2015

Allegati:

   

 

 

C.S.03.12.16
RESOCONTO
Introduzione alla lettura dell’Enciclica LAUDATO SI‘
sulla cura della Casa Comune
S.E. Orazio Francesco Piazza - Vescovo Diocesi di Sessa Aurunca

L’Università del Sannio ha promosso un momento di riflessione sull’Enciclica Laudato Si’, affidato a S.E. Orazio Francesco Piazza, vescovo della Diocesi di Sessa Aurunca.
Un momento che ha coinvolto la comunità studentesca, accademica e civile in un processo di conoscenza sulla rivoluzione culturale avviata dall’attuale Pontefice. Un'enciclica che avrà un forte peso sulla cultura del nostro tempo.
A introdurre l’alto prelato il rettore Filippo de Rossi e il direttore del Dipartimento DEMM, Giuseppe Marotta. Quest’ultimo ha ricordato anche il ruolo svolto dal prof. Piazza negli anni passati come docente dell’ateneo sannita: “Punto di riferimento per tutti oltre che raffinato teologo”.
Il rettore de Rossi ha ribadito l’alto valore morale dell’Enciclica Laudato si’. “Si tratta – ha detto - di un contributo indirizzato a tutti, credenti e non credenti, molto impegnativo soprattutto per chi ha responsabilità politiche, economiche e sociali”.
L’approfondita analisi che il prof. Piazza ha regalato al numeroso pubblico presente è stata il giusto compromesso tra il pensiero dell’intellettuale in grado di attingere contributi dalla filosofia, dalla scienza e della storia dell’umanità in generale e l’azione del pastore che opera in un territorio difficile del casertano dove i valori contenuti nel documento di Papa Francesco possono essere declinati in situazioni drammaticamente concrete.
Partendo dal mito di Niobe che nella mitologia greca rappresenta la supponenza, l’autoaffermazione, l’assolutizzazione del soggetto, nella sua analisi, il prof. Piazza è arrivato a Francesco, all’uomo che diventa esso stesso natura.
ll Pontefice ha parlato di crisi ecologica come una crisi globalmente umana, essendo indisgiungibili l’uomo e l’ambiente, ambedue fatti di terra, per così dire “connaturali”, per cui “qualsiasi danno all’ambiente è un danno all’umanità”.
Con l’autorità morale della sua posizione, il Papa dice no al paradigma consumista e lancia un doppio appello: "proteggere la casa comune", controllando surriscaldamento climatico e altri danni ambientali, e cambiare modello di sviluppo, per i "poveri", e "per uno sviluppo sostenibile e integrale".
Ambiente e mercato sono al centro dell’interesse del Papa, che sottolinea la fallacia di un sistema che si basa su un “meccanismo consumistico compulsivo per piazzare i suoi prodotti”.
In questo scenario, ha spiegato Piazza, assume un ruolo fondamentale la responsabilità personale in grado di colmare i vuoti lasciati da alcuni ambiti come la politica. “Non possiamo – ha detto - piangere le sciagure senza valutare le intenzioni e le responsabilità. È in gioco l’uomo e la sua capacità di rinunciare all’onnipotenza. Rinuncia e limite dovrebbero diventare codici culturali, dei paradigmi dell’economia”. Il prof. Franco Piazza ha tracciato una vera e propria road map che abilità alla lettura di una Enciclica apparentemente semplice nei concetti che esprime ma di una potenza dirompente perché chiama tutti a raccolta.

c.s.02.12.15
Introduzione alla lettura dell’Enciclica LAUDATO SI‘
sulla cura della Casa Comune
S.E. Orazio Francesco Piazza - Vescovo Diocesi di Sessa Aurunca
Giovedì, 3 dicembre 10.30
Aula Magna - Complesso didattico Via delle Puglie
Benevento

Il Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università del Sannio propone giovedì prossimo 3 dicembre, alle ore 10.30, presso l’Aula Magna di Via delle Puglie, un momento di riflessione e dibattito sui temi della Enciclica Laudato si’, con un’introduzione a cura del prof. Orazio Francesco Piazza, vescovo della Diocesi di Sessa Aurunca, affinché l’intera comunità studentesca, accademica e civile, venga resa partecipe della rivoluzione culturale avviata dall’attuale Pontefice.
Per l’alto contenuto scientifico e l’innovatività morale, l’Enciclica Laudato si’ rappresenta un punto di riferimento, imprescindibile, perché indica nuove direttrici di vita e nuove linee di governo per quanti, oggi, sono impegnati in scelte e decisioni riguardanti la comunità. Essa indica la necessità di un nuovo modello di gestione del mondo che superi vecchie dicotomie e modelli di sviluppo, a vantaggio di una crescita civile e responsabile.

C’è un medesimo male che è la causa delle ferite all’ambiente naturale e all’ambiente sociale, ovvero quell’idea per cui la libertà umana non ha limiti. Vi è insomma una crisi morale all’origine del profitto, che genera eccessi nella tecnologia, nell’economia, nella finanza, nel consumo, e scarica i costi di un agire irresponsabile sull’ambiente, i più poveri, i deboli, le generazioni future.
Ecco perché economia ed ecologia devono procedere insieme: l’una sopravvive solo se sopravvive l’altra, questo il messaggio di Papa Francesco. Ma Egli va oltre e, superando il tradizionale concetto della ecologia ambientale dominante, propone l’ecologia integrale, che include le diverse forme di ecologia, tra loro strettamente interconnesse, a servizio di una cultura bio-centrata e, dunque, di una bio-economia, rappresentando ciò una significativa novità nella tradizione del magistero della Chiesa che, così, si colloca, in modo inedito, al centro del dibattito su tali questioni.
Tutto è relazione e niente esiste fuori dalla relazione, secondo la fisica quantistica e la nuova cosmologia, l’Enciclica parla di relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta e ricorda che tutto è intimamente connesso, questa assunzione, derivata dalla mistica cosmica di San Francesco, fonte di ispirazione di tutta l’opera, costituisce il filo conduttore della discussione sulla creazione e responsabilità collettiva per i beni comuni, conferendo al testo una grande innovatività, come afferma anche il teologo brasiliano Leonardo Boff, ispiratore di Papa Francesco.
Il concetto di ambiente come bene in comune è centrale nel testo, riconoscendo per esso la necessità di un sistema di governo, né di tipo privatistico né di tipo pubblicistico.
Il Papa dice no alla privatizzazione delle risorse idriche e delle foreste, condanna fenomeni come il land grabbing, la sottrazione di terre alle popolazioni o le attività speculative finanziarie che generano volatilità dei prezzi dei beni di primaria necessità. Tutte questioni che sono all’origine del fenomeno dei migranti ecologici.
Oggi, avverte il Papa nell’Enciclica, anziché essere alleata dell’ecologia, l’economia, come la politica, è sottomessa al dominio del paradigma tecnocratico. Nel quinto capitolo, infatti, Francesco avanza una critica netta all’economia di mercato, o meglio al mercato quando diventa irresponsabile; cioè quando genera disuguaglianze che producono anche degrado ambientale; quando soggioga le democrazie e detta i fini dell’azione politica; quando diventa una religione immanentista, come è il consumismo estremo e selettivo. Se l’economia cessa di essere “civile” e al servizio del bene comune, il mercato diventa un problema. In risposta alla crescita irresponsabile, Francesco invita a un nuovo stile di vita contro il consumismo senza freni e parla di decrescita intesa come redistribuzione, ovvero alcuni Paesi devono procurare risorse per consentire ad altri di evolvere e crescere in modo sano.